Cattedrale, 1957
bronzo
103 × 37 cm

(scheda 39 del Catalogo ragionato)

Scrive Flaminio Gualdoni (2013): "Molto si ragiona di poetica del muro, in quel tempo. Da Burri a Rotella, da Marca-Relli a Scarpitta, dal Manzoni dei primi Achromes a Novelli che sta lavorando al libro-opera Scritto sul muro, per non dire di Antoni Tàpies, che proprio nel 1957 ottiene l’ambìto Premio Lissone, il muro è il precipitato concettuale di un segnare che si vuole fisico, pienamente calato nella materia, e dotato d’un’identità non decifrabile forse, ma determinata. Nel 1958 André Peyre de Mandiargues pubblica in Le Belvedère il fondamentale saggio Le Mur, in cui scrive del modello che gli artisti trovano ora non nella natura, ma in un piano artificiale alzato continuamente davanti allo sguardo umano, nella cosa che occlude per eccellenza: il muro".