Orizzonte, 1956, I, 1956
argento dorato su juta stuccata e foglie di rame patinato
79 × 110 cm

(scheda 22 del Catalogo ragionato)

Flaminio Gualdoni (2013) scrive: "Lo svolgimento orizzontale anche marcatamente espanso e una filigrana latamente paesistica caratterizzano questo tempo primo di Pomodoro. Il segno vi è nitido, scandito, poggiante sullo spazio di fondo, al quale non si sente ancora connaturato. Lo sviluppo immediatamente successivo è proprio il porre in rapporto essenziale la trama dei segni e la sostanza plastica dello sfondo, come se essa vi affiorasse in una sorta di agonistica spinta vitale, o vi si depositasse come su un paesaggio estraneo ma ben presente. Nelle due versioni di Orizzonte, 1956, l’argento ("questo metallo magico - non spreco a caso l’aggettivo che del resto mi ripugna - questo liquido talmente anziano da non aver più energia per muoversi, opaco e lustro", scrive Sinisgalli) abita la brutalità inestetica del cemento e la distanza opaca del bronzo".