Viaggio in Italia, 1973
Acrilico su tela
100 × 81 cm

Un’opera tipica del passaggio di Tadini da un iconismo che lo accomuna all’atmosfera pop italiana (anche se l’artista preferiva parlare di nuova narratività aderendo piuttosto a raggruppamenti come la Nuova Figurazione)  verso una poetica basata sul frammento figurale, spesso di ascendenza colta, col risultato di offrire combinazioni di immagini tanto nitidamente e sinteticamente definite quanto enigmatiche. Con questi lavori Tadini si avvicina a valenze concettuali, come quando inserisce tra i segni conici anche parole in un confronto fra diversi protocolli. I colori sono ancora “quasi puniti”, ridotti ad una scarsissima gamma di scelte, come è tipico dell’artista fino al grande “L’occhio della pittura” (1978) che conclude un’intera stagione creativa.