Fantasia schematica, 1985
Ottone
75 × 75 × 27 cm

Nelle piccole come nelle grandi dimensioni, Melotti articola sempre lo stesso linguaggio, basato su una lieve e perfetta musicalità. Sostenuti da due strisce di ottone intersecate con le quattro che, verticali, sostengono l’insieme di questa “Fantasia”, sette steli reggono altrettanti piccoli dischi, creando un continuum interrotto da una variazione, uno stelo leggermente arcuato, in questo imitato da un’altra striscia verticale, unica, mossa dallo stesso moto. Al centro della composizione, due elementi creano un altro tipo di relazione: un cerchio viene attraversato da uno stelo ripiegato in avanti. Non c’è parte della scultura che non vibri dello stesso ritmo, non c’è caduta di tensione nonostante la diversità delle figure chiamate in causa. Melotti è all’origine di molto lavoro scultoreo italiano, per la sapienza che l’artista ha espresso nell’arte “di levare”, nel togliere pondus all’opera scolpita sostituendolo con la sapiente scansione fra pieni e vuoti, dove a prevalere sono però questi ultimi. Musico e matematico, Melotti ha esercitato un pensiero creativo in ultima istanza anti-accademico e aperto ad una definizione radicalmente “altra” della scultura e del suo rapporto con lo spazio.