Senza titolo, 2005

ferro, carta da disegno


h 537

Università degli Studi di Milano - in comodato dal 2018

Definire scultore Kounellis - scrive Giorgio Verzotti - è arduo, posto che il suo lavoro si è sempre realizzato all’insegna della pittura, ma non è fuori luogo, posto che la pittura come linguaggio specifico non è mai stata frequentata dall’artista. Meglio sarebbe chiamare le sue opere, tutte senza titolo, installazioni, perché la scelta dell’artista riguardo ai materiali e al loro apporto con lo spazio si esplica a vasto raggio e con totale libertà. Senza titolo (2005) è pensata appositamente per lo spazio dato, nel senso che la sua misura collima con quella della struttura architettonica che abita: una lunga putrella di ferro arriva a toccare il soffitto grazie ad una risma di fogli da disegno posta sulla sua sommità. I fogli si piegano verso il basso in modo da formare un elegante capitello che svetta sulla colonna slanciata. Ogni elemento è condizione di esistenza dell’opera, lo spazio e i materiali usati, nessuno funzionerebbe senza il concorso dell’altro. Il ferro ricorre spesso nel lavoro di Kounellis, al pari della putrella come oggetto che evoca la costruttività, mentre i fogli da disegno, che compaiono in questa soluzione per la prima volta, rimandano inevitabilmente all’attività dell’artista. Disegnare, costruire, sostenere, progettare spazi sono le azioni e le funzioni che si trovano allusivamente unite. Come sempre in Kounellis l’opera si staglia nitida, come una visione, semplice nella realizzazione tecnica e densa di significati.