Fontane dei quattro canti, 2007
Ceramica dipinta con ossidi
ciascuno 107 × 34,5 × 35 ca. cm

Tendente alla monumentalità come sua esigenza interiore, la scultura di Cuschera si dà sempre come elaborazione di forme plastiche compatte e solide ma pensate come in formazione, aperte, e legate all’organico. Ci sono nella sua opera richiami alla scultura arcaica, anche se mancano allusività figurali e il richiamo si esplica nella compattezza dei volumi e nella sinteticità della loro costruzione. Non mancano neppure rimandi al maestro spagnolo Eduardo Chillida, per i piani ricurvi, saldati, nel caso delle sculture in ferro, in modo libero, allacciandoli l’uno all’altro per un lato e lasciando liberi gli altri profili. L’opera, composta di due elementi simili, pensati come due fontane, presenta superfici curve e scanalature mentre il materiale di cui è costituita, ceramica smaltata bianca e nera, pone in primo piano i valori della manualità e accentua l’aspetto organico della forma.