Racconto del demonio n. 2, 1963
Bronzo con patina oro
83 × 58,5 × 15,5 cm

L’equilibrio sospeso e mutevole si costruisce in sovrapposizioni e distacchi di piani nel rispetto della bidimensionalità e della frontalità. Il bronzo rispecchia nelle sue sfaccettature lo spazio circostante amplificandolo, mentre il marmo liscio lo assorbe contraendolo fin quasi ad annullarlo. La superficie mantiene sempre un minimo carattere tridimensionale che si concentra esclusivamente sulla membrana e rende tangibile lo spazio vibratile. Le intersezioni di volumi e le tensioni tra pieni e vuoti sono metafora degli strati più profondi dell’animo umano e della condizione dell’artista. La contemplazione frontale crea una necessaria interdipendenza espressiva tra scultura e osservatore: il colloquio interiore si evolve in dialogo, racconto silente, tra uomo e materia.