Nel tessuto di Milano sono incastonate alcune aree, a volte di notevoli dimensioni, che hanno costituito i cardini dell'industrializzazione lombarda dalla fine del secolo XIX sino a pochi decenni fa. Per alcune di esse sono in corso grandi progetti di dismissione e riqualificazione che hanno già raggiunto notevoli risultati, entrando nella storia urbanistica della città.
L'area delle ex acciaierie Riva & Calzoni, un complesso di circa 40.000 mq compreso tra via Solari, via Savona e via Stendhal, si trova al centro di una zona, delimitata a sud-est dalla cintura ferroviaria e dal Naviglio Grande, interessata dai progetti museali che riguardano l'Ansaldo e da iniziative nell'ambito della moda e del mondo creativo milanese.
L'officina Riva fu fondata a Milano nel 1889 per completare le attività dello studio di ingegneria meccanica e importazione di macchinari agricoli dell'ingegnere Alberto Riva, e si specializzò ben presto nella produzione di turbine idrauliche, affermandosi come primo produttore italiano di motori idraulici. Nel 1911, la Riva avviò anche la produzione di pompe idrauliche. Nel primo dopoguerra, grazie a una serie di accordi con autorevoli esponenti del mondo industriale e finanziario, la società si assicurò nuove consistenti commesse in Italia e all'estero per la fornitura di turbine di grandi dimensioni all'industria idroelettrica.
Nel 1923 fu stipulato un primo accordo di compartecipazione con la società Alessandro Calzoni di Bologna, che operava nel settore dalla metà del XIX secolo, avviando così una politica di integrazione aziendale, rafforzata nel 1925 con il controllo della Società Anonima Officine Fonderie Calzoni‑Parenti di Bologna; la fusione delle due società fu formalizzata solo più tardi, nel 1966, quando nacque la Riva & Calzoni.
Dal 1926 le officine di Milano furono destinate alla produzione di turbine idrauliche del gruppo industriale; qui furono realizzati tra l'altro gli impianti per le cascate del Niagara.
Nel 1949, in seguito ai gravi danni subiti durante il secondo conflitto mondiale, fu avviato il completo rinnovamento degli impianti e furono ampliati i locali di officina. Dal 1958, la produzione di getti di ghisa del gruppo è stata concentrata negli stabilimenti di Bologna.
All'inizio degli anni Ottanta, dopo la profonda ristrutturazione dell'assetto societario, gli impianti milanesi furono dismessi e si generarono nuove società con stabilimenti in diverse città.
Gli impianti milanesi furono acquisiti nel 1999 con un progetto globale di recupero per la realizzazione di un centro di attività culturali e creative.
Nella parte più antica del complesso, quella prospiciente la via Solari, trova nuova sede la Fondazione Arnaldo Pomodoro.